Pagelle capovolte del lunedì

Beppe Marmotta, voto 10 – Conferma di essere il miglior dirigente del calcio italiano con la  geniale offerta inoltrata allo Schalke per Draxler: 12 euro, la penna per autografi di Isla (mai usata), la Prinz Station Wagon di Padoin e due rutti di Chiellini. Il rifiuto dello Schalke, club troppo attaccato al vil denaro, non intacca in alcun modo l’immagine dell’uomo che ha portato alla Juventus fenomeni come Ogbonna, Motta e Martinez, pagati molto meno del loro effettivo valore.

Josè Mourinho, voto 9 – La sua ormai proverbiale sportività è venuta a galla anche dopo la debàcle interna contro il Crystal Palace, club che contenderà il titolo al Manchester City. Il portoghese ha attribuito la sconfitta, nell’ordine: all’arbitro, per non aver concesso un rigore al Chelsea e per la mancata fucilazione del difensore del Crystal Palace autore del fallo, al medico dei blues che, nel prepartita, ha aiutato una vecchietta ad attraversare la strada, al telecronista di Sky che, durante il match, ha pronunciato invano il nome di Azpilicueta. Mou ha dato prova di ulteriore signorilità tralasciando di menzionare il fuorigioco del guardalinee in occasione del primo goal del Crystal Palace e il palo colpito dal Chelsea. Non quello della porta, ma il palo di una banda di ladri che stava rapinando un negozio fuori da Stamford Bridge.

Riccardo Meggiorini, voto 0 – Come si permette di sfoderare quel colpo di tacco da mille e una notte, servendo a Paloschi un assist degno di Platini e Zidane? Certe prodezze sono un’esclusiva dei veri fuoriclasse. Mi raccomando, caro Riccardo: che sia la prima ed ultima volta. Che poi i media fanno rivedere l’azione un milione di volte, mentre quando sono Messi e Cristiano Ronaldo a fare certe giocate, al massimo ci mostrano un mezzo replay.

Rolando Maran, voto 1 – Non è possibile portare in testa alla classifica una squadra che ha chiuso il mercato con un passivo di appena 4 milioni. Ma si rende conto che siamo in Italia? Non si può battere la Lazio 4-0 avendo in squadra Hetemaj e Gamberini. Quindi, faccia una cosa: per giustificare il primato vada da Campedelli e si faccia comprare subito Benzema. Presto, che il mercato chiude alle 23.

Vi presento il mio nuovo libro

Copertina La mia vita per un goalA metà Settembre uscirà il mio nuovo libro: “La mia vita per un goal”, con la prefazione dell’immenso Dino Zoff. Un tuffo nel passato per raccontare le storie di 30 grandi centravanti stranieri. Il volume nasce nelle stanze polverose della nostalgia, per riportare alla luce un football infinitamente migliore di quello che scorre oggi sotto i nostri occhi. Il simbolo del libro non poteva essere altro che Gerd Müller, il bomber per antonomasia. Il suo goal nella finale Mondiale del 1974 rappresenta perfettamente l’immagine del vero centravanti. Un ruolo che rischia di scomparire sommerso dalla folle corsa al falso nueve. Come se tutti avessero a disposizione un Nándor Hidegkuti…

Bundesliga 2015/16 – Pagelle di mercato

Bundesliga – Pagelle mercato

 Oscar del mercato

Bayern, voto 7,5 – La dolorosa cessione di Schweinsteiger è stata ammortizzata con l’arrivo di Vidal. Douglas Costa ha qualità, anche se il prezzo d’acquisto pare esagerato. Da non sottovalutare, in prospettiva futura, l’ingaggio del centrocampista ventenne Kimmich.

Riepilogo

Bayern a parte, pochissimi i movimenti in entrata in grado di spostare gli equilibri. Ecco i più interessanti: Kruse, uno dei migliori attaccanti della Bundesliga, rinforza il Wiolfsburg, il cileno Aranguiz, porta sostanza nel centrocampo del Leverkusen, Geis, ottimo mediano, passa dal Mainz allo Schalke. Ma il colpo più azzeccato è Gonzalo Castro, giocatore polivalente, colpevolmente trascurato dalle squadre italiane, che approda al rinnovato Borussia Dortmund. Per il resto operazioni che possiamo archiviare alla voce “ordinaria amministrazione”. Fare follie non è nello stile della Bundesliga. Al contrario, si vende con grande abilità. Come nel caso dell’Hoffenheim, che ha incassato addirittura 57 milioni dalle cessioni.

Pronostico

Vincente: Bayern Monaco

In Champions League: Wolfsburg, Borussia Dortmund, Schalke

Il flop: Gladbach

Retrocessioni: Darmstadt, Ingolstadt

Play out: Mainz

Capocannoniere: Lewandowski (Bayern Monaco)

Incapaci di successo (3).

INCAPACI DI SUCCESSO IN TELEVISIONE

La tv generalista italiana, più deprimente di un film dei fratelli Vanzina, è altamente consigliata alle persone che soffrono di stitichezza. Trovare un programma guardabile equivale a vincere alla lotteria senza comprare il biglietto. Pertanto ci sembra giusto dare un suggerimento agli anziani che ancora si ostinano a guardarla: molto meglio seguire i lavori stradali. Perché almeno nei cantieri non c’è la pubblicità. Fuori classifica per motivi di pura decenza Mario De Filippi e Maurizia Costanzo, i maggiori responsabili di un degrado che non conosce Limiti. E nemmeno Antonio Ricci. Ma ecco la nostra top five.

5) Alba Parietti/Valeria Marini. Non sanno cantare, non sanno recitare, non sanno ballare, hanno una cultura da Scuola Radio Elettra e se la tirano come e più di Mourinho. Tutte qualità molto apprezzate nel mondo capovolto della tv italiana. Qualcuno maligna che le due presunte soubrette abbiano perso molti soldi al Casinò. Poi si sono rifatte.

4) Amadeus/Carlo Conti/Fabrizio Frizzi. Una volta c’era Mike Bongiorno, l’unico che riusciva a dare un senso al quiz. Adesso ci sono Carlo Conti, Fabrizio Frizzi e Amadeus, tre tizi che, in un Paese serio, al massimo potrebbero presentare le loro scuse ai telespettatori. Messi insieme non riescono ad eguagliare il carisma di Scilipoti. Proprio per questo fanno da traino al tg1. Tra l’altro è difficile distinguerli. Siamo sicuri che non siano la stessa persona?

3) Fabio Caressa. Le sue telecronache ansiogene abbinate a quell’aria da nerd di borgata, hanno convinto molti fanatici del calcio a spostare il loro interesse verso il curling. Racconta la partita come fosse un radiocronista, dimenticando un piccolo particolare: le duemila telecamere presenti sul campo consentono allo spettatore, mediamente più competente di lui, di vedere anche i replay dei peli superflui di Quagliarella e Biondini. In un altro Paese, uno così sarebbe stato obbligato a nascondersi dentro le sopracciglia di Bergomi, invece l’hanno promosso direttore di Sky Sport. Come se qualcuno invitasse Valerio Scanu al festival di Woodstock.

2) Barbara D’Urso. I suoi programmi sono molto richiesti. A Guantanamo. E’ la signora delle lacrime pomeridiane. Prefabbricate. E delle interviste in ginocchio a Renzusconi, il mostro politico che ha portato l’astensionismo al 50%. E’ la degna espressione di un Paese che rimpiange ancora Wilma Goich, Toto Cutugno e Alvaro Vitali.

1) Ilaria D’Amico. Non capisce nulla di calcio, non sa parlare, pone agli ospiti domande meno ficcanti di un discorso di Luca Giurato, eppure è riuscita a ritagliarsi un posto da protagonista nella tv satellitare. Perché in Italia la bella presenza conta mille volte più della competenza. L’abbiamo messa al primo posto perché, rispetto alla D’Urso, gode di buona, anzi buonissima stampa. Meno male che l’amico del tabaccaio ha provveduto a metterla incinta. Dando l’opportunità alla simpatica signora di svolgere il lavoro che le riesce meglio: fare la compagna di Buffon.

Incapaci di successo (2).

INCAPACI DI SUCCESSO NEL CALCIO

Stendendo un velo, più o meno pietoso, su Tavecchio, Beretta ed i tanti dirigenti – sempre gli stessi – che stanno al football come Rosanna Fratello sta alla musica, proviamo a scovare i casi più clamorosi di incapaci di successo. Ovviamente fuori classifica Cassano e Balotelli, meno colpevoli di chi ha avuto l’acume di metterli sul piedistallo.

5) Mattia Destro. Ha più tatuaggi che goal all’attivo. Eppure, come Figaro, tutti lo vogliono e tutti lo cercano. Anche una fortissima squadra spagnola. Che però vorrebbe ingaggiarlo giustamente come barbiere. Di Siviglia.

4) Riccardo Montolivo. Passa ancora per giovane promessa, anche se è quasi coetaneo di Pippo Baudo. La sua regia illuminata è una garanzia: per gli avversari del Milan. Ultimamente passa più tempo in infermeria che in campo: l’altro giorno si è infortunato giocando alla Play Station con Abate.

3) Andrea Stramaccioni. L’Udinese gli ha appena intitolato una strada: via Stramaccioni. Lui non ha fatto una piega, trovando subito lavoro a Fox Sports. Come soprammobile. Quando spiega con aria professorale il suo 3-5-2, anche i gondolieri di Venezia cambiano canale.

2) Claudio Ranieri. Il principio per cui qualsiasi cosa possa andare male lo farà, – meglio conosciuto come Legge di Murphy – è ispirato alla carriera del noto allenatore (?) romano. Una sciagura vivente. Gli danno in mano una Mercedes e lui la trasforma in una Multipla. Gli danno in mano una Multipla e lui la trasforma in un’Octavia. Come il piazzamento che ottiene in classifica. Quando va bene.

1) Zdenek Zeman. Primo posto inevitabile come il plastico di Bruno Vespa. Ormai, per avere qualche punto, deve recarsi al pronto soccorso. I suoi estimatori, un tempo numerosi, sono spariti dalla circolazione come i soldi di Cecchi Gori. Naturalmente i presidenti che hanno esonerato Zeman avrebbero tenuto il boemo a vita nonostante i disastri combinati in panchina. Se è stato invece licenziato in dieci occasioni, la colpa è solo di Luciano Moggi, l’uomo che ha impedito a Zeman di seguire le orme di Rinus Michels e Sir Alex Ferguson. Intanto si profila all’orizzonte l’undicesimo tonfo, con la canzone di Ivan Graziani (Lugano addio) che impazza su Youtube.

Incapaci di successo (1)

Incapaci di successo (1).

Qualcuno li definisce sopravvalutati, io preferisco chiamarli incapaci di successo. Sono quei personaggi che, pur avendo meno talento di Jimmy il fenomeno, sono comunque riusciti a costruirsi un’immagine sfruttando le zone d’ombra di un Paese che ha sempre rinnegato la meritocrazia. Raccomandazioni e agganci politici aiutano a superare la linea dell’anonimato, ma non bastano a spiegare certe carriere. Probabilmente c’è dell’altro. Tipo la disinformazione di una larga parte dell’opinione pubblica, facilmente addomesticabile e condizionabile dai peggiori media del mondo. Quelli che non possono rivolgere una critica a Sky (per citare un’azienda a caso) solo perché l’emittente satellitare inonda di pubblicità giornali e tv. In questi giorni, prendendo spunto da una discutibilissima classifica stilata dal Telegraph, quotidiano inglese, anche il Fatto Quotidiano ha cavalcato l’argomento, trascurando colpevolmente qualche nome. Ad esempio, non abbiamo visto nella lista l’icona del nulla, più conosciuta come Ilaria D’Amico. E allora, spinto da un irrefrenabile desiderio di giustizia, ho pensato di compilare una mia personalissima graduatoria dividendo gli incapaci di successo in quattro precise categorie: politica, calcio, televisione e musica.

Ovviamente, dato che l’Italia abbonda di incapaci di successo, sarà mia premura segnalare i casi più eclatanti in ciascun settore. Cominciamo dalla politica.

INCAPACI DI SUCCESSO DELLA POLITICA

Tralasciamo le macchiette come Razzi e la Santanchè, la vasta schiera di pregiudicati a piede libero, e concentriamoci sui veri disastri.

5) Maurizio Gasparri. Ha lo stesso appeal di una mosca tse tse e la competenza politica di Sandy Marton. Anzi, quest’ultimo avrebbe senz’altro scritto una legge migliore in materia di assetto del sistema radiotelevisivo.

4) Laura Boldrini. Ha sempre quell’espressione solenne da maggiordomo inglese di Buckingham Palace che distribuisce ordini perentori a sguatteri e domestiche. Simpatica come Meryl Streep nel “Il diavolo veste Prada”, è così illuminata politicamente da credere ancora alle quote rosa.

3) Angelino Alfano. Come ministro dell’Interno ha fatto molto. Per il Kazakistan. Meno carismatico di Paolo Mengoli, ha con la politica lo stesso rapporto che Bruno Pizzul intrattiene con la fotosintesi anossigenica.

2) Matteo Renzi, sinonimo di Silvio Berlusconi. L’amico di Mubarak gli ha fatto fare le ossa nelle reti Mediaset, indicandogli la strada giusta per farsi largo in Italia: spararle grosse. Evitando accuratamente di far seguire i fatti alle parole. L’allievo ha poi superato abbondantemente il maestro, non solo nelle panzane. Vedere alla voce “qualità delle persone che compongono la squadra di sgoverno”.

1) Giorgio Napolitano. Bertolt Brecht diceva “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”. Noi diciamo sventurato il Paese che si fa dettare l’agenda da un novantenne che non ha voluto dirci la verità sulla trattativa Stato-Mafia. Dopo aver addormentato due generazioni di italiani con i suoi discorsi di fine anno, l’incapace di successo numero uno continua a pontificare dal basso della sua statura morale.

Premier League 2015/16 – Pagelle e pronostici

Premier League – Pagelle mercato

 Al momento in cui scriviamo, mancano ancora tre settimane alla fine del mercato. Quindi ci limitiamo a fotografare la campagna acquisti delle venti squadre ad oggi.

Oscar del mercato

Manchester U, voto 8 – La cessione di Di Maria, mai veramente a suo agio in Premier, ha in pratica finanziato il mercato dei red devils. Schneiderlin è uno dei migliori centrocampisti della Premier, Schweinsteiger non si discute, anche se le sue condizioni fisiche destano qualche perplessità. Depay ha talento e personalità. Unico acquisto insensato: Darmian. Che sarà l’ennesimo flop italiano all’estero.

Promossi

Manchester City, voto 7. Sterling, pagato comunque un’esagerazione, è un ottimo colpo. Delph aggiunge nerbo e sostanza al centrocampo.

Liverpool, voto 7 – Benteke, costato uno sproposito, assicura peso in attacco. Firmino è un trequartista creativo che vede la porta e Clyne un terzino destro di valore. Ings e Milner, arrivati a parametro zero, saranno due risorse utili alla causa.

Southampton, voto 6,5 – Solita campagna acquisti oculata: sia in uscita che in entrata. Jordy Clasie, talento purissimo, non farà rimpiangere Schneiderlin, così come Cedric Soares, ottimo terzino proveniente dallo Sporting Lisbona, dovrebbe rimpiazzare egregiamente Clyne.

Crystal Palace, voto 6,5 – Cabaye è un lusso a questi livelli e Wickham, prima o poi, è destinato ad esplodere.

Newcastle, voto 6,5 – Wijnaldum e Mitrovic sono arrivi interessanti. Non male nemmeno il difensore Mbemba, nonostante sia costato troppo.

Watford, voto 6,5 – Jurado e Capoue sono elementi di spessore, Holebas e Prodl portano esperienza. Superflui gli arrivi di Britos e Behrami.

 Sufficienza

 Arsenal, voto 6. Un solo acquisto, Peter Cech. Che dovrebbe finalmente risolvere l’annoso problema del portiere.

Swansea, voto 6 – Eder e Tabanou non aggiungono molto alla rosa, mentre Andrè Ayew dovrebbe incidere abbastanza.

Aston Villa, voto 6 – Grande rinnovamento, con cessioni illustri e arrivi sorprendenti.

Bournemouth, voto 6 – Gradel è il fiore all’occhiello di un mercato abbastanza dispendioso. Tyrone Mings, uno dei migliori terzini dello scorso Championship, potrebbe essere la rivelazione.

 Bocciati

 Chelsea, voto 5,5. In pratica è arrivato solo l’involutissimo Falcao. Begovic, arrivato per 11 milioni, non vale Cech.

Tottenham, voto 5,5 – Sono partiti tanti giocatori sopravvalutati (Paulinho su tutti), sono arrivati solo difensori. Alderweireld ha esperienza e mestiere, Trippier è un esterno basso di ottime prospettive.

Stoke City, voto 5,5 – Il mercato delle scommesse, con Afellay e Van Ginkel da rilanciare, più Given e Glen Johnson, ormai al capolinea. Joselu, arrivato per 8 milioni dall’Hannover, è la vera incognita.

West Ham, voto 5,5 – Spendere 11 milioni per un paracarro come Ogbonna non è indice di saggezza. Payet e Obiang, pur non essendo basilari, aggiungono qualcosa.

 West Bromwich, voto 5,5 – Lambert e Chester non cambiano le prospettive.

Leicester, voto 5,5 – Basterebbe l’arrivo di Ranieri a bocciare un mercato peraltro fumoso. Non può essere il giapponese Okazaki a garantire la salvezza.

Sunderland, voto 5,5 – Lens e Kaboul non sono certo uomini da svolta.

Everton, voto 5 – Il ritorno di Deulofeu non basta a raddrizzare la barca.

Norwich, voto 5 – L’irlandese Brady, proveniente dall’Hull City, e Mulumbu, arrivato a costo zero, non danno garanzie di salvezza.

 Pronostico

 Vincente: Arsenal

 In Champions League: Man U, Man C, Liverpool

Il flop: Chelsea

 Retrocessioni: Leicester, Norwich, Sunderland

 Capocannoniere: Kane (Tottenham)

PS – Prossimamente pagelle e mercato di Bundesliga e Liga.

Mai dire Shanghai…

Si chiama Supercoppa italiana ma la partita è stata disputata in Cina. Ovviamente, seguendo questo schema, la Supercoppa cinese verrà giocata in Italia. Particolarmente apprezzabile la regia televisiva del match, che ci ha riportato negli anni sessanta di Gianni Minà. Quindi, oltre a non rispettare i diritti umani, la Cina ha dimostrato di non avere a cuore neppure i diritti dei telespettatori. Forse era meglio il tifone…