Chi andrà ai quarti?

La Champions League entra (finalmente) nel vivo con le gare ad eliminazione diretta.

Anche questa volta non mi sottraggo al giochino e indico le mie favorite per l’accesso ai quarti di finale.

PSG (Perchè Ibra, da solo, vale tutto il Chelsea)

Bayern Monaco (con qualche sofferenza)

Basilea (Non dimenticate che Paulo Sousa, tecnico del Basilea, ha giocato nel Benfica)

Real Madrid (Anche se non sarà una passeggiata come l’anno scorso)

Borussia Dortmund (il calcio italiano è clinicamente morto)

Barcellona (nessuno può vantare un trio d’attaccanti come Messi-Neymar-Suarez)

Arsenal (una delle squadre più in forma del momento)

Atletico Madrid (può arrivare lontano anche in questa edizione) 

Come disse Pirandello “Così è, se vi pare”.

Per voi

Per voi
che siete chiusi in un Palazzo inaccessibile
che sapete difendere solo i vostri privilegi
e gli amici degli amici…
Per voi
che avete azzerato i sogni di milioni di persone
che desideravano solo vivere in un Paese libero
un Paese civile e veramente democratico
Per voi
che avete mandato allo sbaraglio magistrati e poliziotti
gente che ha pagato con la vita
l’amore per la legalità e per questa terra desolata.
Per voi
che avete lacerato e diviso questo Paese
che avete spento il futuro dei nostri ragazzi
togliendo loro anche la speranza.
Per voi io non provo disprezzo
e nemmeno odio
solo pena e commiserazione.
Vorrei possedere il dono dell’ubiquità
per essere in tutti i posti dove parlate
per smascherare le vostre bugie
e la vostra incoerenza.
Vorrei che ogni vostro discorso
fosse seppellito da una risata.
Perchè forse lo sberleffo è l’unica cosa
che vi fa davvero paura.

Scritta nel Luglio del 2007

Non è un Paese per giovani

Non è un Paese per giovani, già si sapeva. E mai lo sarà. Perchè, ogni segmento della vita pubblica, è dominato da vecchi (se non bacucchi) che non vogliono abbandonare il palcoscenico. Succede nella politica, nell’economia, nello spettacolo e anche nel calcio.

 Ma perchè uscire di scena è così difficile? Eppure compiere il “beau geste” sarebbe un atto di nobiltà verso le nuove generazioni, ormai stanche di aspettare il loro turno. Per dirne una (ma è solo un esempio), l’età minima per diventare Presidente della Repubblica, è il raggiungimento dei 50 anni. Nonostante questo, Giorgio Napolitano si è insediato al Quirinale alla veneranda età di 81 anni, mentre il suo successore, Sergio Mattarella, ne ha raccolto il testimone alla rispettabile età di 74.

Non è un Paese per giovani, già si sapeva. Ma c’è chi giustifica l’andazzo con la patetica scusa “i vecchi hanno il dono della saggezza”. Falso. Perchè se uno è idiota a vent’anni, state sicuri che, col tempo, potrà solo peggiorare.