Come la Prinz

Il calcio italiano assomiglia sempre più alla Prinz, orrenda auto degli anni 60, ribattezzata,”saponetta” per via della forma e (soprattutto) della tenuta di strada. La Prinz, concepita dalla mente perversa di qualche psicopatico, era irresistibilmente attratta dai fossi e dai guard rail. Così come il football italiano, ancora oggi guidato dai soliti autisti della domenica. Coraggio, la corsa verso il precipizio sta per terminare.

Appuntamento al 20 Settembre

Dall’inizio dell’estate sto lavorando alacremente alle edizioni 2012/13 delle mie guide su Premier League, Liga e Bundesliga. Da quest’anno i tre volumi verranno incorporati in un unico libro, con un nuovo formato ed un prezzo a prova di crisi. Come sempre, sto aspettando con ansia la fine del calciomercato (quest’anno piuttosto fiacco) per completare l’assetto delle varie squadre. Il libro, circa 300 pagine, sarà disponibile intorno al 20 Settembre. Oltre alle schede di 1160 calciatori (20 per squadra), troverete i profili dei 58 allenatori e tante statistiche e curiosità sui 3 campionati più importanti d’Europa. Lo dicono le classifiche Uefa.

Il broc player

Giugno 2012: Higuain, Suarez, Robben e Van Persie, secondo Tuttosport e Marmotta, non vedono l’ora di allenarsi a Vinovo, magari solo per conoscere Giaccherini e Padoin. Metà Agosto 2012: Higuain, Suarez, Robben e Van Persie, chissà perchè, rinnnovano con le rispettive squadre. Oppure si trasferiscono altrove. Ogni estate la solita solfa. E c’è ancora qualcuno che ci crede…

La verità è molto semplice: per acquistare il famoso top player, visto che l’Italia è piena di mezze cartucce, bisogna andare all’estero. E all’estero non sanno cosa farsene di promesse, scambi, prestiti e pagherò. All’estero vogliono soldi veri. Non quelli del Monopoli. Ed ora sotto con Fernando Llorente. Due settimane di chiacchiere e poi, magari, arriverà Pazzini. L’ennesimo broc player.

La sindrome di Zaccone

Magari siete persone dotate del buonsenso necessario per affrontare un mondo pieno di trappole ed insidie. Magari siete pronti a proteggere i vostri familiari ed i vostri amici da qualunque avversità o catastrofe naturale: dallo tsunami, a Maurizio Costanzo, da un assicuratore a Wanna Marchi. Magari avete la tendenza a difendere tutti quelli che hanno ragione solo perché, abitando in Italia, vorreste veder trionfare ogni tanto la giustizia. Anche se siete così guardinghi, vogliamo darvi un consiglio: non abbassate mai la guardia.

Perché anche voi potreste essere colpiti senza preavviso dalla Sindrome di Zaccone. Si tratta di una malattia ancora misteriosa e forse incurabile. I primi sintomi si manifestano quando vi fate crescere una barba risorgimentale anche se siete una donna e cominciate a scorazzare allegramente per la città con un accessorio passato di moda anche in Germania: il borsello.

La sindrome di Zaccone vi conduce in breve tempo verso un autolesionismo senza ritorno. Diventate schiavi dell’aggettivo congruo ed il vostro verbo preferito diventa espiare.

Esempio numero 1.

Siete al supermercato con vostro figlio e state ingenuamente cercando delle bistecche nella classica offerta prendi 3 e paghi 2. Tutto inutile: trovate in sconto solo capperi, lacci per le scarpe e maionese. Il bambino, ad un certo punto, fa cadere un detersivo dallo scaffale. Il commesso accorre e dice: “Cosa è successo? Chi ha gettato quel detersivo per terra?”. E voi  “E’ stato quel delinquente di mio figlio”. Il commesso “Ma guardi che non è successo niente…rimetto tutto a posto io”. E voi, in piena Sindrome di Zaccone “No, è un fatto molto grave. Qui ci vuole una pena congrua: portatelo al carcere minorile”.

Esempio numero 2.

Siete ai giardini pubblici e vostra moglie accarezza un pastore tedesco. Il cane, incazzato perché il padrone non gli ha fatto fare il provino per diventare il commissario Rex, morde la vostra consorte. E voi, in piena sindrome di Zaccone, invece di portare la vostra dolce metà al pronto soccorso, correte in questura a denunciarla per maltrattamento di animali.

Professori e scienziati iniziano ad interrogarsi, ma la sindrome di Zaccone rimane ancora una malattia oscura. Speriamo solo che non sia contagiosa.

Scritto nel 2006 per Magazine Bianconero

La Verità

Un giorno, una signora dall’aspetto austero, bussò alla porta di Roger.

“Buongiorno, sono la Verità. Mi stavi cercando?”.

“Finalmente” disse Roger, “ormai non ci speravo più”.

“Scusami del ritardo, ma volevo essere sicura che tu fossi pronto”.

“Pronto per cosa?”.

“Pronto per conoscere la Verità”.

“Certo che sono pronto”.

“Allora spegni la tv e guardami negli occhi: la verità ha bisogno di silenzio e di rispetto.

Ecco, questi sono i fatti.

Nudi e crudi.

Perché, ricorda: per ogni vicenda, brutta o bella che sia, c’è sempre una sola verità”.

“Ma lei è proprio certa che questa sia la Verità? Onestamente io ho molti dubbi”.

A quel punto, la signora dall’aspetto austero, si avviò verso la porta.

“La mia presenza qui non ha più senso. Perché tu, caro Roger, in realtà non stai cercando la Verità.

Ma la “tua” verità.

Quella che ti fa comodo”.

12 regole per salvare il calcio

12 regole per cambiare il calcio. Sono regole facili da applicare. Proprio per questo non verranno mai applicate. Eccole.
1. Abolire la figura del procuratore. Perchè? Da quando ci sono loro il calcio è peggiorato. I giocatori cambiano maglia molto più spesso e gli ingaggi sono saliti alle stelle. Loro hanno guadagnato miliardi, il calcio sta morendo. Soluzione – I contratti devono essere rispettati. Senza adeguamenti (a meno che non sia la società a deciderlo) e senza minacce. Quando un giocatore deve cambiare squadra o rinnovare il contratto può sempre ricorrere ad un avvocato. Si chiama prestazione occasionale. Senza vincoli. Questo renderà tutto più trasparente e lineare.
2. Introdurre il salary cap. Perchè? Gli stipendi astronomici e le valutazioni stratosferiche stanno dissanguando i clubs. Soluzione – Bisogna agire, prima che sia troppo tardi. L’input deve partire dalla Fifa: salary cap a livello mondiale, oltre un certo tetto non si deve più andare. Inoltre va stabilito un limite anche ai prezzi dei giocatori. E’ anche una questione morale.
3. Ridurre le rose. Perchè? Il costo del lavoro, nel calcio, è a livelli pazzeschi. Certe squadre hanno rose di 30/35 giocatori. Tutto ciò è ridicolo, oltre che inutile. Soluzione – All’inizio di ogni stagione, ogni club deve comunicare la rosa ufficiale. Massimo 25 giocatori. In caso d’infortuni, si potrà ricorrere a elementi provenienti dal vivaio.
4. Combattere seriamente il doping amministrativo. Perchè? Per evitare che certi clubs possano iscriversi in maniera fraudolenta al campionato. Soluzione – Chi va in passivo, deve ripianare i debiti entro l’inizio della stagione. Senza se e senza ma. Chi non rispetta le regole deve essere automaticamente retrocesso di almeno 2 categorie.
5. Riformare i campionati. Perchè? I tornei con 18 o 20 squadre sono stressanti e vanno a discapito della qualità. Inoltre penalizzano l’attività delle Nazionali. Soluzione – Fare in modo che tutti i principali campionati europei siano a 16 squadre. Con sole 2 retrocessioni. Ci sarebbe meno dispersione e quindi più spettacolo. Tornare ad un calcio più umano è l’unico modo per riavvicinare la gente.
6. Riformare le Coppe Europee. Perchè? Volete mettere il fascino della vecchia Coppa Campioni e della Coppe delle Coppe inspiegabilmente abolita? Soluzione – Ci rendiamo conto che il calcio business non potrebbe mai tollerare cambiamenti drastici. Allora siamo realisti: mandiamo in Champions le prime 2 classificate delle leghe più importanti e le prime delle restanti. Però ripristiniamo la Coppa Coppe (partecipano le vincenti delle coppe nazionali) e rilanciamo la Coppa Uefa.
7. Stroncare definitivamente il gioco duro. Perchè? Il calcio deve tornare al fair play, al gioco deciso ma leale. Per questo i “macellai” vanno fermati sul serio. Soluzione – Troppe volte si è parlato di tolleranza zero. Solo parole. Il regolamento va applicato con durezza e fermezza. Sempre. Ed in maniera uniforme. Per stroncare il gioco violento bisogna essere inflessibili. Ci vogliono arbitri che abbiano senso della giustizia.
8. Stadi più sicuri e pene certe per i teppisti. Perchè? Così non si può andare avanti. La partita non deve essere una guerra, ma una festa. Soluzione – Le forze dell’ordine vanno impiegate per cose più serie. La sicurezza deve essere assicurata dai clubs. Chi sgarra deve essere punito sul serio. Basta con le zone franche. Bisogna riportare allo stadio le famiglie ed il tifo genuino. Prezzi più bassi e maggiore attenzione a dove vanno i biglietti.
9. Riformare il fuorigioco. Perchè? Siamo stanchi di assistere a partite dove si svolge tutto in 30 metri. Il pressing e l’eccessivo tatticismo stanno uccidendo il calcio spettacolo. Soluzione – Basterebbe spostare il fuorigioco al limite dell’area. Questo costringerebbe le squadre ad allungarsi e renderebbe più fluido il gioco. Inoltre cancellerebbe una buona parte delle polemiche alimentate ad arte dai soliti moviolisti faziosi.
10. Regolamentare le attività delle Nazionali. Perchè? Interrompere continuamente i campionati spezza il ritmo degli stessi e non risolve il problema delle Nazionali. Soluzione – Calendario unico: dai primi d’agosto a metà aprile (campionati a 16 squadre). Da metà aprile fino a fine Giugno (se necessario) attività delle varie nazionali. Due vantaggi: maggiore qualità e compattezza delle nazionali e tornei meno frazionati. E quindi più credibili.
11. Introdurre il principio che ogni squadra debba avere nella rosa almeno 5 under 21. Perchè? I giovani, quando sono di valore, devono avere le loro opportunità. Questo, almeno in Italia, succede di rado. – Soluzione – 5 under 21, non importa se provenienti dal vivaio, aggregati ogni anno alla prima squadra. Un occhio al futuro, ma anche un modo per ridurre i costi di gestione.
12. Riformare il calciomercato. Perchè? Un mercato aperto tutto l’anno falsa i campionati. Esempio: io incontro la squadra X quando ha una certa formazione e vinco facile. Poi la squadra X si rafforza, migliora il suo rendimento e magari toglie punti determinanti ai miei principali avversari nella lotta per il titolo. Così non va. Soluzione – Unica sessione di mercato. Dal 1 Maggio al 1 Agosto. Poi basta. Chi ha sbagliato a programmare o ad acquistare, s’arrangi pure. Le trattative devono essere concluse a bocce ferme. Quando cominciano le danze, stop. 

12 regole per cambiare il calcio. Sono regole facili da applicare. Proprio per questo non verranno mai applicate. A chi manovra il mondo del pallone non interessa cambiare. Molto meglio continuare a servirsi del calcio per i propri squallidi giochi di potere e per i propri intrallazzi.

Scritto nel 2009 per Magazine Bianconero