Fra pochi giorni in edicola…

Sta per uscire “Guida alla Premier League-Liga-Bundesliga 2012/13″, l’almanacco ideale per seguire i tre campionati più divertenti del vecchio continente. Rispetto allo scorso anno ci sono almeno tre novità. 1. Non più tre differenti libri per ogni torneo, ma una guida unica. 330 pagine di puro godimento statistico, “servite” in un formato più grande ed in una veste grafica ancora più accattivante. 2. Il volume non sarà più reperibile nelle librerie, ma nelle migliori edicole italiane. 3. Il costo, alleggerito da fronzoli e vincoli distributivi. Soli 15 euro. Prezzo anticrisi, per portarsi a casa una guida che racchiude le schede esaustive di 1160 calciatori, 58 clubs e altrettanti allenatori. Oltre ad albi d’oro, calendari, curiosità. E tutti i movimenti di mercato della sessione estiva. Il mio lavoro è terminato. Adesso tocca a voi.

Un nuovo inno per l’Inter

Consiglierei al petroliere con moglie ecologista di modificare l’inno della sua adorabile squadra. Via l’insulso “C’è solo l’Inter” e dentro “Honesty” di Billy Joel. Honesty mi sembra proprio il titolo adatto per un club che ha falsificato passaporti, fatto pedinare e spiare calciatori, arbitri, dirigenti ed una famosa società di calcio. Senza dimenticare il Moratti che cede il marchio dell’Inter a se stesso e le strane “pilloline” di Helenio Herrera, segnalate in un libro di Ferruccio Mazzola, fratello del più noto Sandro. E ci fermiano al calcio. Altrimenti dovremmo anche ricordare i morti della Saras, l’azienda di famiglia. Storia magistralmente raccontata da Massimiliano Mazzotta, regista indipendente, nel film-inchiesta “Oil“. Film che consiglio a tutti. Concludendo, vorrei fare una modesta proposta alla Figc, organo certamente al di sopra delle parti: perchè non assegnare all’Inter, ovviamente a tavolino, tutti gli scudetti del calcio italiano? Mi sembra il giusto premio per un club che si è sempre distinto per etica, moralità ed eleganza. Un club candido, puro ed immacolato. E prescritto.

Voglio vedere

Regole del gioco rispettate da tutti. Etica che prevale sempre sul business: questo è il calcio che voglio vedere.
Voglio vedere un calcio dove chi produce passaporti, bilanci falsi, plusvalenze fittizie e fa pedinare giocatori ed arbitri viene squalificato a vita.
Voglio vedere un calcio dove chi “deve” vincere lo scudetto all’ultima giornata non cerca di ammorbidire l’avversaria di turno offrendo una cifra spropositata per un giocatore della medesima.
Voglio vedere un calcio “regolare” anche nelle ultime giornate di campionato. Quando qualcuno giustifica certe sconfitte annunciate con la mancanza di motivazioni.
Voglio vedere un calcio dove chi non sa fare i conti (o peggio, finge di non saperli fare) fallisce sul serio. Senza scialuppe di salvataggio e senza dilazioni di pagamento.
Voglio vedere un calcio senza interviste e dichiarazioni banali. Con giornalisti veri, capaci di raccontare una partita in maniera equilibrata, ironica ed originale.
Voglio vedere un calcio con arbitri dotati di senso della giustizia. Arbitri che non si fanno condizionare dal nome della squadra e dalla fama del giocatore.
Voglio vedere un calcio senza doping e senza moviole. Senza processi del lunedì e senza opinionisti faziosi.
Voglio vedere un calcio gestito da gente seria, credibile e onesta.
Voglio vedere più calcio giocato e meno parlato. Senza guitti, nani e ballerine.
Voglio vedere un calcio trasparente, nitido e cristallino.
Voglio vedere un calcio dove chi vince sul campo viene applaudito, non mandato in B in base a ridicole argomentazioni e senza una parvenza di prova.
Voglio vedere un calcio senza violenza negli stadi e senza guerriglie urbane.
Voglio vedere un calcio veramente nuovo. Un calcio veramente pulito.
Per questo sto pensando di trasferirmi in Australia.

Gennaio 2008 – Tratto da “La Juve nel Paese di Giralaruota”. 

P.s – Per questo (ed altro) approvo in pieno la scelta di Alessandro Del Piero.