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Per essere informato correttamente sui più importanti campionati del vecchio continente.

Le schede complete di 1000 calciatori più i profili di 58 squadre ed altrettanti allenatori.

Prefazione di Roberto Beccantini.

Da Settembre nelle migliori librerie, fisiche e on line.

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Il pagellone del Mondiale

Thomas Muller, voto 10 – Il giocatore simbolo del Mondiale. Sa fare tutto, possiede piedi sinfonici e  corre come un keniota sugli altipiani. Averne di raccattapalle così…

Manuel Neuer, 10 – Vita spericolata: dentro e fuori dai pali. Portiere irreprensibile e libero vecchia maniera. Jongbloed, oggi 73enne, avrà apprezzato parecchio.

Mats Hummels, 9,5 – Superarlo nell’uno contro uno è complicato come il trucco mattutino di Paola Ferrari. Grinta da cacciatore di taglie, ricorda il miglior Jurgen Kohler. Ma con piedi infinitamente migliori.

Miro Klose, 9 – Come nel libro di Oscar Wilde (riveduto e corretto) lui non invecchia, il ritratto di Lotito si. In mezzo ad attaccanti che hanno all’attivo più tatuaggi che reti, lui, sempre a disagio nell’inciviltà dell’immagine, fa ancora la sua bella figura.

James Rodriguez, 9 – Con il suo mancino ha dipinto paesaggi calcistici suggestivi ed incontaminati. Solo un domanda: per quale oscuro motivo uno dovrebbe pronunciare il suo nome di battesimo (inglese) alla spagnola?

Mario Gotze, 9 – Ha rischiato di perdersi nelle periferie del football, travolto dal trasferimento che gli ha cambiato la vita. La scintillante prodezza del Maracanà ha provveduto a rimettere Mario al centro del villaggio globale.

Arjen Robben, 9 – Van Gaal gli ha cucito addosso il vestito giusto: da ala classica a calciatore a tutto campo. I primi ad accorgersene sono stati gli avversari. Che lo stanno ancora cercando…

Louis Van Gaal, 8 – Col tempo si è addolcito, abbandonando dogmi e massimalismo tattico. Per fortuna non ha perso nulla in termini di genialità e anticonformismo.

Ezequiel Garay, 8 – Uno dei difensori centrali più affidabili in assoluto, e non da oggi. Nulla a che spartire con i vari Bonucci, Ogbonna e Ranocchia. Imbattibile nel gioco aereo, ha appena firmato un contratto di 5 anni con lo Zenit. Costo dell’operazione? La bazzecola di 6 milioni.

Lionel Messi, 7 – Anche Johan Cruijff, pur avendo una squadra passata alla storia del calcio, non ha vinto il Mondiale. Vincerlo aggiunge qualcosa, non vincerlo lascia tutto inalterato. E provate a discutere i numeri di Messi. Bisogna avere lo stesso fegato di chi guarda Uomini e Donne.

David Luiz, 6 – Ha una personalità grande come il Maracanà, ma un senso della posizione da calcio amatoriale. Eppure è stato tra i meno peggio del Brasile…

Paul Pogba, 5 – Quando il gioco si fa duro e il livello degli avversari sale, lui, puntualmente, sparisce dal campo. Dopo il flop nelle coppe europee, ha concesso il bis in Brasile. Se lui è il miglior giovane del torneo, io sono Brad Pitt.

Eden Hazard, 4 – Tecnica mostruosa, cattiveria agonistica molto limitata. L’esatto contrario di Andrè Schurrle, voto 7.

Telecronisti e seconde voci Sky, 3,5 – Tirarsela meno e studiare di più. A parte Federico Buffa, il deserto.

Arbitri, 3 – Le disposizioni della FIFA, nota associazione benefica, erano chiare: fischiate lo stretto indispensabile. Che è un po’ come se l’istruttore di scuola guida dicesse all’aspirante patentato “frena il meno possibile”. Infatti, ancora una volta, sono stati tollerati falli da codice penale. Quando si dirà ai direttori di gara di arbitrare con senso della giustizia, sarà sempre troppo tardi.

Don Cesare Prandelli, 2 – Prima mette sul piedistallo Balotelli, costruendogli attorno la squadra, poi a fine corsa, lo scarica come nemmeno Paris Hilton con i suoi amanti. Senza parlare del codice cotica. Perché l’etica è un’altra cosa.

Gigi Tabaccaio Buffon, 1 – Principale responsabile della disfatta contro Costarica, per depistare l’attenzione si è inventato un monologo contro i compagni più giovani. Visto che ormai esce solo con la D’Amico, perché non si dedica full time alle scommesse?

Telecronisti e seconde voci Rai, 0,5 – Ed è un voto di stima.

Fred Chaves Guedes, 0 – Non è bello sparare sulla Croce Rossa. Ma il centravanti della Croce Rossa avrebbe fatto meglio di lui.

Mario Bullotelli, sottozero – La foto che lo ritrae con il fucile in mano sintetizza magistralmente la sua splendida carriera. Sui social network.

Antonio Cassano, sottozero – Altri neuroni in libertà. Purtroppo non vigilata.

Jingle Sky, sottozero – Uno strumento di tortura degno di Guantanamo.

Brasile 2014 in cifre

Ecco il bilancio statistico di Brasile 2014

Goal segnati: 171, eguagliato lo score del 1998. Media di 2,67 per match

Over: 34

Under: 30

Girone con più reti: B (22)

Girone con meno reti: D (12)

Maggior numero di goal realizzati: Germania, 18

Minor numero di goal realizzati: Iran, Honduras e Camerun, 1

Minor numero di goal subiti: Costarica, 2

Maggior numero di tiri: Brasile, 111

Maggior di tiri nello specchio: Brasile, 72

Minor numero di tiri: Iran, 22

Minor numero di tiri nello specchio: Iran, 12

Maggior numero di passaggi: Germania, 5084

Maggior numero di passaggi completati: Germania, 4157 (82%)

Minor numero di passaggi: Iran, 950

Minor numero di passaggi completati: Iran, 604

Maggior numero di cross: Argentina, 174

Minor numero di cross: Italia, 36

Maggior numero di contrasti riusciti: Brasile, 141

Maggior numero di falli commessi: Olanda, 126

Maggior numero di falli subiti: Brasile, 129

Calciatore più falloso: Marouane Fellaini, 19

Calciatore che ha subito più falli: Arjen Robben, 28

Maggior numero di ammonizioni: Brasile, 14

Squadra più volte in offside: Italia, 23

Calciatore con più tiri: Karim Benzema, 32

Calciatore con più tiri in porta: Karim Benzema, 25

Calciatore con più passaggi completati: Philip Lahm, 562

Calciatore con più chilometri percorsi: Thomas Müller (USA), 83,957

Partita più spettacolare: Germania-Ghana 2-2

Capocannoniere: James Rodriguez (Colombia), 6 reti

Espulsioni: 10

Squadra più divertente per il blog: Colombia

Squadra più convincente per il blog: Germania

La rivelazione per il blog: Costarica

Squadra più deludente per il blog: Spagna

Miglior calciatore del torneo per il blog: Thomas Müller (Germania)

I calciatori che hanno inciso di più per il blog: Müller, Messi, Robben, J.Rodriguez, Neuer e, ovviamente, Gotze.

 

Ha vinto il calcio

Ha vinto il calcio. Il calcio propositivo e organizzato. Il calcio dove è il singolo a mettersi a disposizione del collettivo e non viceversa.

Il calcio che non fa della vittoria una questione di vita o di morte. Il calcio che festeggia i successi con sobrietà e compostezza. Niente esultanze fuori dalle righe e niente disordini e incidenti nelle strade.

Ha vinto il calcio che crede nei giovani e, quindi, nel futuro. Il calcio che non ha paura di confrontarsi a viso aperto: testa alta e difesa altissima. A costo di farsi infilare da Higuain e Palacio.

Ha vinto il calcio di Manuel Neuer, portiere unico e irripetibile. Piedi da centrocampista e disinvoltura al limite della sfrontatezza.

Ha vinto il calcio di Mats Hummels, un Jurgen Kohler dai piedi educati.

Ha vinto il calcio di Bastian Schweinsteiger, uno dei centrocampisti più completi di sempre. Puoi anche picchiarlo per 120 minuti: lui si rialzerà sempre. Più forte di prima.

Ha vinto il calcio di Miro Klose, un esempio per tutti gli attaccanti che pensano di essere arrivati dopo una rete segnata in amichevole.

Ha vinto il calcio di Thomas Müller, incarnazione del football totale. Lo spocchioso Maradona, che umiliò pubblicamente il tedesco 4 anni fa scambiandolo per un raccattapalle, adesso avrà imparato a conoscerlo.

Ha vinto il calcio di Philip Lahm, restituito a furor di popolo al suo ruolo naturale, alla faccia di Guardiola e di tutti quegli allenatori che, pur di compiacere il proprio ego, perdono di vista la logica.

Anche se ha perso la partita più importante della sua carriera, per noi ha vinto anche  Messi. E chi se ne frega se, a differenza di Maradona, Lionel non ha mai alzato al cielo una Coppa del Mondo. La grandezza di Messi – lo dicono i numeri – non ha bisogno di ulteriori attestati e certificazioni. E poi, la sua Argentina era, oggettivamente, una squadra dozzinale.

Nel nostro piccolo, ha vinto anche questo blog. Non è da tutti prevedere, con largo anticipo, le due finaliste e la vincente del torneo.

Due parole a parte per la meraviglia di Mario Gotze. Stop di petto e sinistro al volo: per Romero è quasi effetto Giulietta. Due parole a parte anche per la dedica di Gotze: per Marco Reus, fermato da un infortunio ad un passo dal Mondiale. Questi sono campioni. Questi sono uomini. Mentre noi ci becchiamo Balotelli e Cassano.

P. s: affidare la finale del Mondiale a Rizzoli (voto 3, anche al bombardamento mediatico) è come andare a lezioni di italiano da Lapo Elkann.

Il diario Mondiale del Blog (27)

L’inutile (siamo in perfetta sintonia con Van Gaal) finale per il terzo posto ha ribadito la modestia del Brasile (voto 5), tipica squadra del “vorrei ma non posso”. Tanto furore agonistico e impegno, zero idee. Senza Neymar, l’unico in grado di accendere la manovra, è notte fonda. Fortuna che l’Olanda (voto 7) non ha nel dna la “crudeltà” offensiva della Germania. Altrimenti saremmo qui a raccontare la replica del Mineirazo. Nel 3-0 per gli orange, passivo comunque esagerato per la Selecao, c’è lo zampino di Haimoudi. Il mediocre arbitro algerino prima inventa un rigore inesistente su Robben (il fallo era fuori area, ma Thiago Silva, voto 5, andava espulso) e poi nega un clamoroso penalty al Brasile (fallo di Blind su Oscar), episodio che avrebbe potuto riaprire il match.

Per la prima volta nella sua storia, l’Olanda chiude il Mondiale imbattuta. Artefice del platonico exploit il geniale Louis Van Gaal, voto 7,5, diventato col tempo meno integralista. Sapendo di avere una squadra non irresistibile il nuovo tecnico del Man U ha puntato tutte le fiches su un solido pragmatismo, sfoderando un 3-5-2 antistorico per gli orange. Impianto di gioco costruito su misura per Robben (voto 8), utilizzato come seconda punta. Ottima la difesa (Martins Indi, voto 4, a parte), pilotata da un Vlaar (voto 7,5) in gran spolvero e supportato da un De Vrij, voto 7, in costante ascesa. Formidabile la mossa di Kuyt (voto 7,5) esterno a tutto campo e grandiosa l’idea di concedere spazio al gioiello Clasie (voto 7,5), centrocampista dai piedi musicali, reattivo anche nella fase d’interdizione.

Stasera l’epilogo. Il nostro pronostico, messo sul tavolo alla vigilia del torneo, rimane immutato: vincerà la Germania.

Il diario Mondiale del blog (26)

Come avevamo fortunosamente previsto a bocce ferme, la finale sarà Germania-Argentina. Epilogo mondiale tutt’altro che inedito, visti i due precedenti (1986-1990) che registrano una perfetta parità anche nel numero dei goal segnati. Per la Germania sarà l’ottava finale (finora 3 vinte e 4 perse), per l’Argentina la quinta (finora 2 vinte e 2 perse). Domenica vedremo se una Nazionale europea riuscirà finalmente a conquistare il titolo in Sudamerica. Sarebbe la prima volta.

Argentina-Olanda (voto 6 ad entrambe) è stata una delle partite più sgradevoli di questo Mondiale. Gara troppo tattica, condizionata dalla paura di sbagliare. Marcature rigidissime, contrasti rudi, colpevolmente tollerati dal buonista Cakir (voto 5), arbitro che, inspiegabilmente, continua a godere la stima della FIFA, voto 3. Per inciso, quando Blatter (voto 2) se ne andrà, festeggeremo con una bottiglia di tamarindo.

Quando i migliori in campo sono i difensori, vuol dire che i solisti hanno fatto cilecca. Non pervenuti Messi e Robben (voto 5 a tutti e due), che si appalesano giusto al momento di calciare (con maestria) i rigori. Molto bene Vlaar (voto 7, peccato per l’errore dagli undici metri) e Garay (voto 7, Marianella si è dimenticato che il centrale argentino era il rigorista del Santander) benino De Vrij e Demichelis (voto 6,5 ad entrambi). Mascherano (voto 7) padrone incontrastato del centrocampo, con i soliti problemi al momento dell’ultimo passaggio. De Jong (voto 6), recuperato in extremis, lascia il posto al 60′ all’eccellente Clasie (voto 7), centrocampista di sicuro talento che molte squadre italiane avranno scoperto giusto ieri sera. Detto che Van Persie (voto 4) è stato ancora una volta inguardabile, spostiamo subito la luce dei riflettori su Romero (voto 8), l’uomo che ha portato, di fatto, l’Argentina in finale. Relativamente facile la parata sulla conclusione di Vlaar, prodezza assoluta su Sneijder, che aveva tirato forte e angolato. Cillessen (voto 6,5, per come usa i piedi) non ne azzecca mezza nel momento topico, facendo rimpiangere il pararigori Krul, stavolta tenuto in panchina. Forse perchè Van Gaal, come Paganini, non concede mai il bis.

Il diario Mondiale del blog (25)

Calcisticamente parlando, è stato un massacro. Il Brasile (senza voto, ma solo per pietà) più indecente di tutti i tempi contro una delle nazionali tedesche più belle di sempre hanno prodotto quello che qualcuno, parafrasando la “tragedia” del Maracanà, ha definito il Mineirazo. Un dato aiuta a comprendere l’impatto del risultato: solo una volta, nella sua storia, la Seleção aveva perso con 6 reti di scarto. Quasi un secolo fa, in Coppa America, contro l’Uruguay. 94 anni dopo l’umiliante set tennistico inflitto dalla “celeste” (ma si giocava in Cile), ecco il degradante 7-1 targato Germania, voto 10. Altro dato inquietante: il Brasile non perdeva in casa da 39 anni. Per giustificare la disfatta, come spesso succede, verrà individuato il classico capro espiatorio. Probabilmente Scolari (voto 5), che pure vinse il Mondiale del 2002. O magari Fred (senza voto per rispetto verso Fred Bongusto), il centravanti che ha fatto rimpiangere perfino il peggior Adriano. La verità è che questo Brasile non aveva i mezzi per arrivare fino in fondo. Squadra piatta, poco equilibrata e troppo Neymar-dipendente. La semifinale è arrivata quasi per caso, dopo un cammino tortuoso e altalenante. Le assenze di Thiago Silva e Neymar hanno pesato fino ad un certo punto. La difesa aveva ballato il tuca tuca anche al gran completo e, ovviamente, senza il suo pilastro (peraltro un po’ appannato) si è sbriciolata come una torta preparata da Benedetta Parodi.

Deutschland über alles: dove sta la novità? Affidiamoci alle statistiche. Con questo successo la Germania stacca il Brasile per numero di finali disputate (8 contro 7) e per numero di reti globali (232 contro 231). Inoltre Miroslav Klose (16 reti) toglie a Ronaldo il mitico record all time di goal segnati nelle fasi finali. Primato eguagliato contro il Ghana e battuto ieri sera.

All’inizio del Mondiale, nella simulazione del tabellone, avevo pronosticato una finale Germania-Argentina, con vittoria tedesca. Quindi stasera, coerentemente, dico albiceleste. Alla Churchill: con sangue, sudore e lacrime.

P.s – Ultime riflessioni. Il Brasile, fin qui, ha conquistato 5 Mondiali. Quindi, mediamente, vince ogni 4 anni. La domanda (maliziosa) è: se giocasse sempre in casa, quante volte vincerebbe?

Thomas Müller è il Di Stefano (adios, Alfredo) dei giorni nostri: sa fare tutto. E lo fa magistralmente.

Oggi, alle 15,10, sarò ospite telefonico di Radio Bologna International. Parlerò del mio ultimo libro “World Cup Story”. Ovviamente sarà l’occasione giusta per fare il punto sui Mondiali in corso. Questo il link per chi vorrà seguirmi: http://www.radiointernationalbologna.it/

Top five degli inni

Calcio e musica: lingue universali. Visto che nemmeno oggi si gioca, proviamo a  parlare di musica. Qual è l’inno più bello del Mondiale? Ecco la mia personale classifica. Cominciamo dal fondo.

Hino nacional brasileiro o Marcha Triunfal (musica di Francisco Manuel da Siilva, testo di Joaquim Osorio Duque Estrada)

La Marsigliese (musica e parole di Claude Joseph Rouget de Lisle)

Gimn Rossijskoj Federacii (musica di Aleksandr Vasil’evič Aleksandrov, testo di Sergej Vladimirovič Michalkov)

God Save the Queen, l’inno più antico del mondo (musica e testo attribuite a John Bull)

Das Lied der Deutschen (musica di Joseph Haydn, parole di August Heinrich Hoffmann)

Ovviamente ognuno può farsi la sua personale top five.

Il diario Mondiale del blog (24)

Argentina e Olanda conquistano la loro quinta semifinale Mondiale. All’albiceleste basta un lampo di Higuain (voto 7) finalmente uscito dal tunnel dell’inutilità. Partita bruttozza e comunque intrigante fino all’ultimo. L’Argentina (voto 6,5) perde per infortunio Di Maria già nel primo tempo, ma tiene il campo con sufficiente disinvoltura, facendo leva su una retroguardia ben diretta da Garay, voto 7. Belgio fisicamente a pezzi, ancora una volta tradito da Hazard (voto 4) e con un Origi (voto 5,5) poco ispirato. La squadra di Wilmots si sveglia solo nel finale, puntando tutto sul gioco aereo (Van Buyten attaccante aggiunto) e sui mucchi selvaggi in area. Messi (voto 5,5) non incide, sprecando anche una nitidissima palla goal.

Il catenaccio in stile Nereo Rocco del Costarica (voto 7) trascina l’Olanda (voto 6,5) ai calci di rigore. La rivelazione del torneo, oltre all’ ottima organizzazione difensiva, esibisce una fortuna sfacciata. L’acrobatico Keylor Navas (voto 7), viene salvato ben 3 volte dai pali. L’assedio olandese è interrotto da un paio di contropiedi costaricensi, uno dei quali (protagonista Urena, voto 5,5) non andato a buon fine per un pelo. Negli orange bene, come sempre, Robben (voto 7) e benissimo Sneijder (voto 7,5) rilanciato dalla rete segnata contro il Messico. Al 120′ Van Gaal (voto 6, demenziale tenere in panchina Huntelaar fino al 105′) stupisce tutti, facendo entrare Krul, noto pararigori. La mossa si rivela azzeccata, visto che l’estremo difensore del Newcastle riesce a neutralizzare i tiri di Ruiz (voto 5) e Umana.

Martedì si gioca Brasile-Germania (undicesima semifinale per i sudamericani, dodicesima per i tedeschi) e mercoledì Argentina-Olanda.

Chi scrive ribadisce di credere ad una finale Germania-Argentina.

Il diario Mondiale del blog (23)

Palcoscenico tutto per i difensori. Ha cominciato Hummels (voto 9,5) con un’incornata degna del miglior Roberto Bettega, voto 9 alla carriera.  Hanno proseguito Thiago Silva (voto 6,5, mezzo punto in meno per la stupida ammonizione che gli costerà la squalifica) e David Luiz (voto 8, la sua punizione è un piccolo gioiello balistico). Tre reti fondamentali che ci regaleranno un succulento Germania-Brasile. Chi scrive, simulando il tabellone alla vigilia del torneo, l’aveva previsto.

Mats Hummels, incredibilmente scartato dal Bayern (e lui, una volta dimostrato il suo valore, ha rifiutato sdegnosamente il ritorno in Baviera) in questo momento è il miglior centrale del mondo. Praticamente imbattibile nel gioco aereo, titanico nei contrasti e con un senso della posizione non comune. La partita con la Francia l’ha vinta lui, sfruttando con tempismo la punizione laterale di Kroos (voto 6) e salvando il risultato in almeno 3 circostanze con provvidenziali chiusure difensive. Germania (voto 7) non brillantissima (specie nella ripresa) ma solida e arcigna. Saggia la decisione di Loew (voto 6,5) che ha rimesso Lahm (voto 7) sulla fascia destra, sacrificando il pachidermico Mertesacker (voto 7 per la sua fondazione, che aiuta le persone scivolate nel tunnel della depressione). Francia (voto 6) non pervenuta nel primo tempo e più reattiva, anche se solo a sprazzi, nella ripresa. Ancora una volta, quando il livello degli avversari sale, Paul Pogba (voto 5) sparisce dal campo. Era già successo in Champions ed Europa League. E’ vero che il ragazzo ha solo 21 anni ma, se vogliamo dirla tutta, la valutazione di 70 milioni appare campata in aria per uno che (almeno ora) fa la differenza solo nella mediocre Serie A italiana. Nella Francia bene Valbuena e Griezmann (voto 6,5 ad entrambi).

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. E chi non è abituato al clima di certe partite si sgonfia. E’ la fotografia di Brasile-Colombia. Con i padroni di casa (voto 6,5) che sopperiscono alle lacune tecnico-tattiche con il carattere ed il sacrificio e la Colombia (voto 6), fino ad ieri la squadra più sbarazzina del Mondiale, che si smarrisce puntualmente nei labirinti della paura. Solo sul 2-0 i cafeteros rialzano la testa, spaventando comunque il Brasile fino all’ultimo secondo di recupero.

Oggi gli altri due quarti. Per noi passano Argentina e Olanda.