Il diario Mondiale del blog (17°)

mbappeAnche se il fascino di Italia-Germania del 1970 rimane ineguagliabile, il 4-3 di Francia-Argentina ha comunque restituito un po’ d’appeal a un torneo fin qui ammaliante come un ragionamento di Adinolfi. Adesso ripartiranno i titoli sulla maledizione Mondiale di Messi, ma ha vinto la squadra più attrezzata. L’Argentina ha avuto la sua occasione nel 2014 in Brasile, opportunità sperperata – non dimentichiamolo – per le scelleratezze sottoporta di Higuain. Quattro anni dopo, con una Nazionale più vecchia, logora e meno equilibrata, il destino dell’albiceleste sembrava segnato in partenza. Il sinistro sontuoso di Di Maria e il tocco fantozziano di Mercado (con un arbitro normale quest’ultimo non avrebbe finito la partita) hanno generato illusione. Sbriciolata dalla magia che non t’aspetti: quella di Pavard, il giocatore tecnicamente meno dotato della Francia, capace di estrarre dal cappello un esterno a giro di rara bellezza e precisione. Ma a scrivere il necrologio calcistico dell’Argentina è stato il Concorde versione footballer: Kylian Mbappe. Sembra il nome di un frullato ma è il diciannovenne che nel prossimo futuro potrebbe diventare il numero uno assoluto del pianeta. Questo pomeriggio marcarlo era come impedire a Lilli Gruber di ricorrere al chirurgo plastico. Il suo bilancio? Una doppietta, un rigore e due punizioni dal limite procurate. Una calciata sulla traversa da Griezmann e l’altra tirata su Urano da Pogba, la nota meno lieta dei transalpini.
Le mie pagelle – Francia – Lloris 6, Pavard 7,5, Varane 6, Umtiti 6, Hernandez 7, Pogba 5,5, Kante 6,5, Matuidi 6, Mbappe 9, Giroud 6, Griezmann 6,5
Argentina – Armani 5,5, Mercado 4,5, Otamendi 5,5, Rojo 5,5 (Fazio 5,5), Tagliafico 5,5, Perez 5,5, Mascherano 5, Banega 6 Pavon 5,5 Messi 6 Di Maria 6,5 (Aguero 6,5)

L’Uruguay, Paese di circa tre milioni di abitanti e centomila tesserati, porta in campo anche il peso della sua storia Mondiale. Anche se l’ultimo successo, il leggendario golpe del Maracanazo, risale a ben 68 anni fa. Ovviamente la tradizione è supportata dalla squadra, all’altezza del passato. Con una difesa arcigna (un solo goal subito) e due punte prolifiche e voraci. Il punto debole dei sudamericani è il centrocampo, poco dinamico e creativo. Il goal che sblocca il risultato è una coproduzione Suarez-Cavani. Uno scambio ai limiti dell’impossibile, concluso con l’incornata vincente dell’attaccante del PSG. Reazione nulla di un Portogallo troppo Ronaldo-dipendente. Ripresa completamente diversa, con i lusitani all’arrembaggio e l’Uruguay a corto di fiato. L’inevitabile pareggio, firmato da Pepe, arriva da palla inattiva, con Godin insolitamente distratto. Per la celeste potrebbe mettersi male, ma Cavani, in serata di grazia, estrae dallo scrigno un diamante capace di accecare Rui Patricio. E’ il goal che vale i quarti di finale. Sarà Francia-Uruguay.
Le mie pagelle – Uruguay – Muslera 5,5, Caceres 6,5, Gimenez 6,5, Godin 6, Laxalt 7, Nandez 6, Torreira 6,5, Bentancur 6, Vecino 5,5, Suarez 7, Cavani 8, Stuani 5,5, Rodriguez 6
Portogallo – Rui Patricio 6, Ricardo Pereira 5,5, Pepe 6,5, Fonte 5,5, Guerreiro 5,5, Bernardo Silva 7, William Carvalho 6, Adrien Silva 5,5, Joao Mario 5,5 Cristiano Ronaldo 5,5, Guedes 5,5 Quaresma 5

Il diario Mondiale del blog (16°)

januzaiFinalmente la fase a gironi, densa di tatticismi, calcoli e miserie, si è conclusa. In queste due settimane abbiamo visto un calcio arido. Troppa prudenza e poca tecnica. Improvvisamente siamo scivolati ai tempi del “primo non prenderle”. Alla sublimazione del catenaccio. Diciamola tutta: molte partite, noiose come una coda all’ufficio postale, sono state ravvivate dal Var. Che, almeno finora, è stato il vero protagonista di questo Mondiale.  La sensazione è che, al di là di qualche errore, la strada imboccata sia quella giusta. Uno strumento utile a eliminare le ingiustizie dal calcio giocato non può che essere accolto con favore, anche se possiamo scordarci la perfezione. L’ultima giornata, che ha visto l’eliminazione dell’unica squadra africana rimasta in gara, il Senegal (fuori solo per aver rimediato due cartellini gialli più del Giappone), ha completato il tabellone degli ottavi di finale. Eccolo, con i miei pronostici sul passaggio del turno. Si comincia sabato, dopo la pausa di domani.

Francia-Argentina (Francia)

Uruguay-Portogallo (Uruguay)

Spagna-Russia (Spagna)

Croazia-Danimarca (Danimarca, credo nella sorpresa)

Brasile-Messico (Brasile)

Belgio-Giappone (Belgio)

Svezia-Svizzera (Svezia)

Colombia-Inghilterra (Inghilterra)

Il diario Mondiale del Blog (15°)

germania-eliminataDopo l’Italia, che ha sperimentato sia quella del Nord che quella del Sud, anche la Germania, voto 2, ha conosciuto la sua Corea. Tedeschi fuori dal Mondiale al primo turno dopo 80 anni: giusto così. Squadra macchinosa e involuta in tutte tre le partite del girone. Con alcuni giocatori arrivati alla fine della corsa. Su tutti Ozil, voto 3, che ormai gioca da fermo. Ma anche l’inguardabile Thomas Müller, voto 4, il paracarro Gomez, voto 2 e Sami Khedira, voto 4. Dal naufragio generale si salvano solo Kimmich, voto 6, Neuer, voto 6,5 e Kroos, voto 6, che aveva tenuto a galla i crucchi contro la Svezia. Sospiro di sollievo per il Messico, voto 5, sparito dai radar contro gli scandinavi, voto 7 e qualificato agli ottavi solo grazie all’impresa degli asiatici. Nessuna sorpresa nelle partite serali e quindi ecco quello che vedremo negli ottavi: Brasile-Messico e Svezia-Svizzera.

Il diario Mondiale del Blog (14°)

messiDopo un’altra serata thrilling alla Alfred Hitchcock, si delineano altri due ottavi di finale: Francia-Argentina e Croazia-Danimarca. L’albiceleste (voto 6) dopo un buon primo tempo, con Messi sugli scudi (un gran goal e un palo su punizione), si complica la vita nella ripresa lasciando campo e iniziativa alla Nigeria, voto 5,5. Mascherano (voto 4) ormai da pensionare, provoca il calcio di rigore che consente agli africani di riappropriarsi del secondo posto. A togliere le castagne dal fuoco provvede un difensore, Rojo, voto 7. Qualificazione ottenuta con l’autogestione e con l’esonero virtuale di Sampaoli, ormai emarginato in un angolo dello spogliatoio dai senatori della squadra. Messi, voto 7, è sembrato più coinvolto e più convinto, anche se poco assecondato da Higuain e Di Maria, entrambi sotto la sufficienza.

Così come in passato si è mitizzato il possesso palla, ignorando che nel calcio quello che conta è il controllo della partita, in questo Mondiale, giusto per tenere alto l’appeal, viene data troppa rilevanza alla mancanza di 0-0. Come se il goal fosse automaticamente garanzia di spettacolo. Seguo il calcio da una vita e ho visto gare bellissime chiuse a reti inviolate e 2-2 più noiosi di un concerto dei Modà. Del resto, come diceva Alfredo Foni, lo 0-0 è il risultato perfetto. Anche se Danimarca-Francia, primo match senza reti del torneo – uno sbadiglio lungo novanta minuti – non è un buon esempio. Troppo turn over tra i transalpini e troppi calcoli per gli scandinavi, non potevano che produrre una partita accattivante come un primo piano di Brunetta.

Questo il programma di domani, con relativi pronostici.

Ore 16,00 – Messico-Svezia X2, under

Ore 16,00 – Corea del Sud-Germania 2, over

Ore 20,00 – Serbia-Brasile 2, over

Ore 20,00 – Svizzera-Costarica 1, under

Il diario Mondiale del Blog (13°)

quaresmaDopo una serata ricca di colpi di scena, ecco i primi accoppiamenti degli ottavi di finale: Uruguay-Portogallo e Spagna-Russia. Che poi erano i miei pronostici iniziali. Certo non pensavo che le due favorite del girone avrebbero dovuto sputare sangue, sudore e lacrime per ottenere la qualificazione. La Spagna, voto 5, deludente anche contro il Marocco, vince il raggruppamento solo per aver segnato più goal del Portogallo. Ma sono stati i lusitani, voto 5, a vacillare negli ultimi secondi di recupero contro l’indomabile e a tratti commovente Iran, voto 7. A graziarli è stato Mehdi Taremi, che ha sprecato scelleratamente la palla del possibile 2-1. La news della giornata è però un’altra: anche Cristiano Ronaldo, voto 4, soffre la pressione esattamente come il tanto bistrattato Messi. La prova è il calcio di rigore fallito da CR7, che si è fatto ipnotizzare da Beiranvand, voto 7, che ha così riscattato l’errore di piazzamento sulla “trivela” di Quaresma.  Il Pallone d’Oro ha anche seriamente rischiato l’espulsione per una stupida sbracciata su un avversario, che l’arbitro, dopo il Var review, ha ritenuto solo da cartellino giallo.

L’Uruguay, voto 7,5, è la squadra più pragmatica del Mondiale. Gioca un calcio senza fronzoli e ricami, concede poco agli avversari (con la Croazia è l’unica nazionale ad aver mantenuto la porta imbattuta) e ha in attacco due top player come Suarez (voto 6,5) e Cavani (voto 6). Quest’ultimo, dopo aver inseguito la rete con la stessa pertinacia con cui il Wile coyote dei cartoni animati tenta di catturare Beep Beep, si è finalmente sbloccato. Altra buona notizia per Tabarez, voto 8 alla carriera. La Russia, voto 5, illusa dalle goleade contro Arabia Saudita ed Egitto, viene riportata drasticamente alla realtà dal roboante 0-3 finale, agevolato dal doppio giallo a Smolnikov, voto 4, terzo giocatore espulso della competizione dopo il colombiano Carlos Sanchez e il tedesco Boateng. Per i padroni di casa gli ottavi di finale rappresentano il traguardo massimo, vista la fragilità manifestata dagli uomini di Cherchesov al primo vero ostacolo. Il Terzo posto nel girone va all’Arabia Saudita, che batte a sorpresa l’Egitto. Nota di colore: il portiere quarantacinquenne Essam El-Hadary diventa il calciatore più anziano della fase finale. Traguardo festeggiato con il rigore parato ad Al-Muwallad.

Questo il programma di domani, con relativi pronostici.

Ore 16,00 – Australia-Perù 12, over

Ore 16,00 – Danimarca-Francia 2, over

Ore 20,00 – Islanda-Croazia 1X, under

Ore 20,00 – Nigeria-Argentina 2, over

Il diario Mondiale del blog (12°)

kaneCopertina di questa decima giornata Mondiale per la Colombia, voto 8. I sudamericani, penalizzati nella prima partita dall’inferiorità numerica, hanno giocato in stile dottor Barnard: con il cuore in mano. Ma oltre alla generosità in campo è andata anche la tecnica sopraffina di James Rodriguez, voto 7,5, vero catalizzatore della manovra dei cafeteros, stasera insolitamente dinamico. Bene anche Falcao, voto 7, Cuadrado, voto 7,5 e il terzino sinistro Mojica, voto 7,5, uno dei migliori esterni della competizione. Polonia (voto 4) mai pervenuta in questa rassegna iridata. Squadra senza idee, disperatamente aggrappata alle giocate di Lewandowski, voto 6 per l’impegno, arrivato spremuto al Mondiale. Le aspettative di Boniek, che aveva pronosticato una Polonia in grado di arrivare fino in fondo al traguardo, sono state clamorosamente disattese. Per la Colombia, invece, gli ottavi passano obbligatoriamente dal match contro il Senegal.

Con Wimbledon alle porte, l’Inghilterra (voto 7,5) si regala un punteggio tennistico. C’è gloria per tutti, soprattutto per Harry Kane (voto 7), autore di una tripletta che lo proietta in testa alla classifica marcatori del Mondiale. Particolarmente apprezzabili gli schemi messi a punto da Southgate sulle palle inattive. Nonostante la disfatta esulta anche Panama (voto 4), grazie al primo storico goal nella rassegna iridata, rete firmata dal veterano Felipe Baloy (voto 7), 37 anni, subentrato a gara in corso a Gomez.  Dopo due giornate Inghilterra e Belgio sono in perfetta sintonia, anche come differenza reti e goal segnati. Il primo posto verrà deciso nello scontro diretto e, in caso di ulteriore parità, sarà il fair play a stabilire la prima classificata nel girone.

Partita accattivante anche se con molti errori tecnici, Giappone-Senegal (voto 6 a entrambe) non ha risolto il rebus qualificazione del gruppo H. Gara equilibrata, con qualche sprazzo di bel gioco e due portieri (voto 4 a entrambi) improponibili a questi livelli. Pareggio sostanzialmente giusto. Migliori in campo: Shibasaki, voto 6,5, per gli asiatici e Sarr, voto 6,5, per gli africani.

Questo il programma di domani, con relativi pronostici.

Ore 16,00 – Arabia Saudita-Egitto 2, under

Ore 16,00 – Uruguay-Russia 1X, over

Ore 20,00 – Iran-Portogallo 1X, under

Ore 20,00 – Spagna-Marocco 1, over

 

Il diario Mondiale del blog (11°)

kroosLa Germania non muore mai. Fuori dal Mondiale dopo un primo tempo molle e con una manovra lenta e involuta, rimedia nella ripresa superando anche l’handicap dell’inferiorità numerica. La magica punizione di Kroos (voto 7, ma solo per il capolavoro balistico) all’ultimo minuto di recupero restituisce al torneo i campioni in carica. Che, facile prevederlo, con i dovuti correttivi arriveranno ancora una volta in fondo alla competizione. Tedeschi (voto 7 per il carattere) in palese difficoltà nei primi 45 minuti contro una Svezia (voto 6,5) organizzata e meno catenacciara del previsto. Oltre alla rete di Toivonen, complice Rudiger, il taccuino registra almeno tre nitide opportunità per gli scandinavi, più un clamoroso rigore negato dall’arbitro polacco. L’innesto di Gomez (voto 6) e lo spostamento a sinistra di Werner (voto 6,5) hanno cambiato fisionomia alla gara, rimessa subito in equilibrio da Reus, voto 7. L’espulsione di Boateng (voto 4), per doppia ammonizione non ha scalfito l’autostima dei tedeschi, a testa bassa nel concitato finale. Prima il palo di Brandt e poi il calcio piazzato vincente di Kroos che ha rinviato il funerale a data da destinarsi.
Il Belgio, voto 8, come il numero di reti segnate in questo Mondiale (raggiunta la Russia) entra come una lama nel burro della difesa tunisina. Hazard e Lukaku (voto 7,5 a entrambi) si concedono il lusso di una doppietta e, alla festicciola improvvisata su due piedi, partecipa anche Batshuayi, voto 7, subentrato al 68’ al centravanti del Man United. Gara senza storia per la cronica fragilità della Tunisia (voto 4), che già con l’Inghilterra aveva evidenziato tutte le sue lacune. Più tattiche che tecniche. Fra gli africani si salvano il capitano Khazri, voto 6,5 e lo sfortunato difensore Bronn (voto 6,5), autore del goal dell’illusorio 2-1 prima che un infortunio lo obbligasse a uscire di scena.
L’arbitraggio di Messico-Corea del Sud, (voto 2 al buonista serbo Mazic), è andato ben oltre i confini del ridicolo. Con un direttore di gara “vero”, i coreani (voto 4, come i cartellini gialli rimediati), avrebbero finito il match in nove. Invece, nonostante una lunga serie di scorrettezze gratuite, sono riusciti a limitare le conseguenze disciplinari. La partita, già segnata in partenza dalla differenza di valori in campo, si è virtualmente chiusa al 26’, con il calcio di rigore decretato per un plateale quanto inutile fallo di mano di Hyun -Soo Yang, voto 4. Penalty trasformato con maestria da Carlos Vela, voto 7. Una volta in vantaggio il Messico (voto 6,5) ha congelato il risultato, trovando il raddoppio con Hernandez (voto 6,5) al 66’. Grandiosa ma tardiva la rete di Heung Min Son (voto 6,5, ma solo per il goal), con un destro a giro dalla distanza.
Questo il programma di domani, con relativi pronostici.
Ore 14,00 – Inghilterra-Panama 1, over
Ore 17,00 – Giappone-Senegal X2, under
Ore 20,00 – Polonia-Colombia 2, over

Il diario Mondiale del blog (10°)

neymarLa conferma che stiamo assistendo a un Mondiale atipico per le big arriva dalla stentatissima vittoria del Brasile (voto 6,5 per la qualità di base, espressa solo al 60%) su Costarica, voto 6 per l’ostinata e, fino all’ultimo quarto d’ora, ordinata difesa. Il bunker centramericano mostra crepe solo nel finale, per crollare al primo minuto di recupero sotto i colpi di Coutinho (voto 7 per il letale inserimento) e Neymar, voto 6 per i troppi ghirigori, le solite sceneggiate e il clamoroso goal sprecato davanti al portiere. La stella del Brasile si riscatta all’ultimo secondo utile, per poi scoppiare in lacrime al triplice fischio di chiusura. La squadra di Tite (voto 5 per l’esultanza sconsiderata), rinvigorita dagli innesti di Douglas Costa e Firmino (voto 6,5 a entrambi), dovrà comunque guadagnarsi la qualificazione contro la Serbia.
 
In questo mondiale manca soprattutto il coraggio. Il coraggio di osare, di scansare la banalità tattica che avvolge ogni partita, di sovvertire l’ordine costituito con un dribbling. Certo, non sono queste le caratteristiche dell’Islanda (voto 5) ma, dopo la bella prova fornita contro l’Argentina, era lecito attendersi dagli scandinavi un minimo di audacia in più. Quella che, almeno nel secondo tempo, ha messo in campo la Nigeria, voto 6,5, che torna in lizza per il passaggio del turno grazie alla doppietta del redivivo Musa, voto 7,5 per aver letteralmente inventato le reti che hanno deciso il match. Paradossalmente il successo degli africani rilancia le quotazioni dell’Argentina, obbligata però a battere la squadra di Rohr nella partita in programma martedì a San Pietroburgo. Sempre che l’Islanda non compia l’impresa contro la Croazia. A quel punto entrerebbe in gioco la differenza reti.
Meno male che c’è il telecomando a difenderci dalla verbosità delle seconde voci Mediaset, a cui pare abbiano inibito l’uso del congiuntivo. Togliere l’audio di fronte alle banalità sciorinate ogni giorno dai vari Orsi, Cravero, Serena, Di Gennaro e Camolese (voto 4 a tutto il gruppo) è l’unica soluzione. Serbia-Svizzera, 5 cartellini gialli è in controtendenza rispetto alle altre partite di questo Mondiale, con gli arbitri che ammoniscono con troppa parsimonia. Stasera, per dire, Matic (voto 5 per la ruvidezza), già sanzionato nel primo tempo, meritava il secondo giallo per fallo tattico sull’incontenibile Shaqiri (voto 7,5), autore del goal (gran contropiede) che ha cambiato le prospettive del girone. Serbia (voto 5,5) in gran spolvero per circa mezzora, con l’incornata vincente di Mitrovic (voto 6,5) dopo appena 5 minuti. Poi il buio. Svizzera (voto 6,5) cresciuta a dismisura nella ripresa, con la splendida rete di Xhaka (voto 7) che ha riaperto le danze e il gran sorpasso finale, dopo ripetute avvisaglie di pericolo per la porta difesa da Stojikovic, voto 5,5. Svizzera virtualmente qualificata, serbi che dovranno giocarsi gli ottavi di finale contro il Brasile.

Il diario Mondiale del blog (9°)

rebicAdesso sentiremo la solita solfa su Messi, incapace di vincere un Mondiale e quindi campione ‘incompleto’. Come se bastasse un titolo iridato per sedersi sul trono del football. Peraltro, seguendo questo criterio, Grosso e Materazzi dovrebbero essere considerati superiori a Messi, senza voto perché addossargli la colpa della disfatta da domani sarà il leit motiv preferito dai media di tutto il mondo. La verità è che questa Argentina, mal diretta dal sopravvalutato Sampaoli (voto 4 per il consumo gratuito delle suole) non ha uomini all’altezza sia in difesa che a centrocampo. Per non parlare del portiere, anche lui senza voto. Perché infierire non è bello. Anzi, bisognerebbe prendersela con chi, conoscendone i limiti, ha avuto la geniale idea di spedirlo in campo. Se l’albiceleste piange per una qualificazione appesa a un filo, la Croazia può sorridere per la personalità e maturità con cui ha superato l’ostacolo. Su tutti Modric e Rakitic (voto 8 a entrambi), anche se va apprezzato il lavoro sporco di Mandzukic (voto 7).
Danimarca-Australia, voto 6 a entrambe, è stata una partita avvincente anche se stilisticamente inapprezzabile. Il risultato finale rispecchia l’andamento del match, equilibrato e in bilico fino all’ultimo secondo di recupero. La Danimarca, imbattuta da quasi due anni, era passata in vantaggio con l’unico acuto di Eriksen (voto 6, ma solo per il goal). Vigorosa la reazione degli oceanici, pervenuti all’uno a uno grazie a un rigore concesso tramite Var (mani di Poulsen, voto 5) e trasformato con nervi d’acciaio dal capitano Jedinak (voto 6,5), imperturbabile di fronte alle provocazioni di Schmeichel (voto 5,5). Il pareggio serve poco all’Australia, praticamente eliminata a meno di clamorosi stravolgimenti nell’ultima giornata del girone.
La Francia (voto 6) raggiunge Russia e Uruguay agli ottavi, mentre il Perù (voto 5,5) è la quarta squadra eliminata precocemente dopo Egitto, Arabia Saudita e Marocco: questo il verdetto emesso dall’Ekaterinburg Arena, stadio che ospita le partite interne dell’Ural, club arrivato dodicesimo nell’ultima Premier League russa. Partita non esaltante, con una Francia discreta nel primo tempo e troppo remissiva nella ripresa. Perù ancora una volta poco assistito dalla dea bendata, come testimonia la clamorosa traversa colpita da Aquino al 51’. Migliori in campo per i transalpini: l’onnipresente Kantè (voto 8) e il pertinace Giroud (voto 6,5), tra i sudamericani da salvare il velocista Advincula (voto 6,5) e Paolo Guerrero, voto 6, che sullo 0-0 ha avuto l’occasione per cambiare indirizzo alla gara.
Questo il programma di domani, con relativi pronostici.
Ore 14,00 – Brasile-Costarica 1, under
Ore 17,00 – Nigeria-Islanda X2, under
Ore 20,00 – Serbia-Svizzera X2, over

Il diario Mondiale del blog (8°)

ronaldoAnalizzando i dati statistici di Portogallo-Marocco si comprende tutta l’imprevedibilità e la relativa crudezza del calcio. Una sola squadra in campo, il Marocco, voto 7. Però vincono i lusitani, voto 5, in sofferenza per tutto il match e più che mai dipendenti da Cristiano Ronaldo, voto 7, stavolta a segno di testa. L’andamento della partita conferma l’inutilità di schemi, tattiche e lavoro degli allenatori di fronte ai voleri dei fuoriclasse. Quelli a cui basta un amen per cambiare il corso degli eventi. Il Marocco esce comunque con onore dalla competizione, mentre il Portogallo dovrà giocarsi la qualificazione con l’Iran.
A chi soffre d’insonnia suggeriamo un’alternativa ai discorsi di Mattarella: le partite dell’Uruguay. La “celeste”, voto 5,5 per essersi qualificata tirando in porta una sola volta contro l’Arabia Saudita (voto 4), gioca un football giurassico, brioso come un concerto di Julio Iglesias, che strappa sbadigli già dai primi minuti. La forza dei sudamericani sta tutta nelle palle inattive che, finora, hanno fruttato sei punti. Se poi il portiere è un cartone animato come Al Owais (voto 3), estremo difensore dell’Arabia Saudita, anche il Suarez di questi tempi (voto 5,5) può stappare il tappo di spumante del goal.
L’Iran si presenta con un catenaccio d’altri tempi, completo di doppi vetri e zanzariere. Il motto è: l’importante è passare alla storia. Non importa come. Prepariamoci comunque al peggio: i gestori del calcio globale hanno avuto la bella pensata di allargare il Mondiale 2026 a 48 squadre. Roba che il calcio praticato dall’Iran (voto 6 per la reazione allo svantaggio) in questa edizione rischia di apparire avveniristico rispetto a quello che vedremo fra 8 anni. La rocambolesca rete di Diego Costa (voto 6) salva la Spagna e costringe gli uomini di Queiroz a uscire dal guscio. E, almeno per qualche minuto, si vede un Iran propositivo, addirittura in grado di sfiorare il clamoroso pareggio. Nella Spagna (voto 5,5), solo sprazzi di Isco (voto 6,5) e qualche illuminazione di Iniesta (voto 6). Troppo poco. Ma abbastanza per avvicinarsi agli ottavi di finale.
Questo il programma di domani, con relativi pronostici.
Ore 14,00 – Danimarca-Australia X2, under
Ore 17,00 – Francia-Perù 1, over
Ore 20,00 – Argentina-Croazia 1, over