Juventini e anime belle

Cos’è Giralaruota? E’ un paese dove qualsiasi nessuno, qualsiasi individuo anonimo, qualsiasi persona senza infamia e senza lode, e qualsiasi mascalzone (che magari, quotidianamente, nel resto della sua vita, ne combina di cotte e di crude), può però coltivare dentro di sé questa meravigliosa isola d'”onestà” e sentirsi sinceramente una persona perbene: come? Dicendo: “sono antijuventino”.  Basta così poco per sentirsi onesti, in fondo, a Giralaruota: basta odiare la Juve e i Gobbi.

Dite la verità, voi che sinceramente odiate la Juve, voi che per qualche giorno, in quella lontana estate del 2006, avete sperato con tutto il cuore di vederci retrocedere in Serie C, voi che le augurate a ogni occasione tutto il peggio possibile (senza limiti alla fantasia): che fareste, se non ci fossero la Juve e noi juventini? Sareste disperati, non avreste modo di salvarvi la coscienza, non  potreste  mai sentirvi anime belle. Pensateci bene, fate uno sforzo di fantasia: tutto si tiene, a Giralaruota.

 Stefano Grossi

Regista del film  Nel paese di Giralaruota – Il grande inganno di Calciopoli

La mia vita per un dribbling

Gli artisti del pallone amano spingersi oltre i confini dell’impossibile. Là dove osavano Garrincha e George Best, gente che avrebbe dato la vita per un dribbling. Perché il dribbling è una forma di ribellione contro l’ordine costituito. Uno sberleffo al conformismo della società. L’ultima frontiera dell’anarchia.

Perché il dribbling è come l’arcobaleno dopo la pioggia, la brezza leggera che spettina gli alberi, l’uomo che ridiventa bambino. Perché un dribbling può essere prezioso come un assolo di Jimi Hendrix, irriverente come una battuta di Groucho Marx, profondo come un discorso di Martin Luther King.

Perché il dribbling schiaffeggia la noia e strappa le pagine di una sceneggiatura già scritta. Perché il dribbling comporta sempre un rischio, quindi richiede coraggio. Il coraggio di rischiare. Saltare l’avversario e poi tornare indietro. Per saltarlo di nuovo. Non certo per umiliarlo, ma solo per amore del dribbling.

Dribblare tutto e tutti per lasciare sul posto la retorica del collettivo che conta più del singolo. La banalità del gruppo che vale più del fuoriclasse. Già, ma poi, sono quasi sempre loro, gli artisti del pallone, a farti vincere campionati e coppe. In barba ai tatticismi dei cosiddetti strateghi della panchina. Perché un dribbling, forse, non potrà mai stravolgere il mondo. Però potrà sempre cambiare una partita.

Tratto da “Guida alla Premier League-Liga-Bundesliga 2012/13″.

Guida alla Premier-Liga-Bundesliga

Da sabato 6 Ottobre “Guida alla Premier League-Liga-Bundesliga” sarà disponibile nelle principali edicole delle città sottoelencate.

TORINO

NOVARA

GENOVA

PADERNO DUGNANO

LISSONE

MILANO

BERGAMO

CREMONA

MANTOVA

PAVIA

VARESE

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VENEZIA MESTRE

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PORDENONE

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ASCOLI PICENO

PERUGIA

ROMA

TIVOLI

ANZIO

NAPOLI

EBOLI

BARI

LECCE

PALERMO

CATANIA

CAGLIARI

Eccolo!

Finalmente ho tra le mani “Guida alla Premier League-Liga-Bundesliga 2012/13″. Che dire? L’impatto è fantastico. Copertina affascinante, formato particolarmente adatto per le caratteristiche del volume e una sensazione di compattezza generale. Emozionante scorrere le 330 pagine del libro, interamente a colori. In queste ore “Guida alla Premier League-Liga-Bundesliga 2012/13″ è in distribuzione nelle edicole della penisola. Nei prossimi giorni pubblicherò sul blog l’elenco completo delle città. Alla prossima.