Un artista, un vero artista, non può che vivere nell’ombra confortante della solitudine. E se qualcuno gli chiede il perché di quella scelta estrema, lui risponde guardando dritto negli occhi il suo interlocutore. Che dentro quello sguardo ironico e profondo allo stesso tempo, troverà più di una risposta alla sua domanda. Perché un artista, un vero artista, si sente veramente al sicuro nel limbo rassicurante della nostalgia, al riparo dal degrado di un mondo dove quasi tutti corrono pur non sapendo dove andare, dove quasi tutti parlano pur non avendo nulla da dire.
Perché un artista, un vero artista, preferisce starsene in disparte per una forma silenziosa di protesta, giusto per marcare la differenza da tutti quelli che si sono adeguati senza troppi problemi a questa società disumana.
Perché un artista, un vero artista, non può che dissociarsi da questo contesto truccato, da questa perfida trama, scritta dai soliti sceneggiatori e pienamente condivisa da chi ancora non si rende conto di essere solo un pupazzo con la chiavetta dietro la schiena. Perché un artista, un vero artista, non potrà mai accettare di essere manovrato da qualcuno, diventando automaticamente complice di un apparato malavitoso.
Proprio per questo, pienamente consapevole dell’irriformabilità del Sistema, ha deciso di spendere quel poco o molto che gli resta da vivere nell’ombra confortante della solitudine, avvolto nel limbo rassicurante della nostalgia, circondato da piccoli felini festanti che gli ricordano il senso dell’esistenza.









