Il diario Mondiale del blog (10°)

neymarLa conferma che stiamo assistendo a un Mondiale atipico per le big arriva dalla stentatissima vittoria del Brasile (voto 6,5 per la qualità di base, espressa solo al 60%) su Costarica, voto 6 per l’ostinata e, fino all’ultimo quarto d’ora, ordinata difesa. Il bunker centramericano mostra crepe solo nel finale, per crollare al primo minuto di recupero sotto i colpi di Coutinho (voto 7 per il letale inserimento) e Neymar, voto 6 per i troppi ghirigori, le solite sceneggiate e il clamoroso goal sprecato davanti al portiere. La stella del Brasile si riscatta all’ultimo secondo utile, per poi scoppiare in lacrime al triplice fischio di chiusura. La squadra di Tite (voto 5 per l’esultanza sconsiderata), rinvigorita dagli innesti di Douglas Costa e Firmino (voto 6,5 a entrambi), dovrà comunque guadagnarsi la qualificazione contro la Serbia.
 
In questo mondiale manca soprattutto il coraggio. Il coraggio di osare, di scansare la banalità tattica che avvolge ogni partita, di sovvertire l’ordine costituito con un dribbling. Certo, non sono queste le caratteristiche dell’Islanda (voto 5) ma, dopo la bella prova fornita contro l’Argentina, era lecito attendersi dagli scandinavi un minimo di audacia in più. Quella che, almeno nel secondo tempo, ha messo in campo la Nigeria, voto 6,5, che torna in lizza per il passaggio del turno grazie alla doppietta del redivivo Musa, voto 7,5 per aver letteralmente inventato le reti che hanno deciso il match. Paradossalmente il successo degli africani rilancia le quotazioni dell’Argentina, obbligata però a battere la squadra di Rohr nella partita in programma martedì a San Pietroburgo. Sempre che l’Islanda non compia l’impresa contro la Croazia. A quel punto entrerebbe in gioco la differenza reti.
Meno male che c’è il telecomando a difenderci dalla verbosità delle seconde voci Mediaset, a cui pare abbiano inibito l’uso del congiuntivo. Togliere l’audio di fronte alle banalità sciorinate ogni giorno dai vari Orsi, Cravero, Serena, Di Gennaro e Camolese (voto 4 a tutto il gruppo) è l’unica soluzione. Serbia-Svizzera, 5 cartellini gialli è in controtendenza rispetto alle altre partite di questo Mondiale, con gli arbitri che ammoniscono con troppa parsimonia. Stasera, per dire, Matic (voto 5 per la ruvidezza), già sanzionato nel primo tempo, meritava il secondo giallo per fallo tattico sull’incontenibile Shaqiri (voto 7,5), autore del goal (gran contropiede) che ha cambiato le prospettive del girone. Serbia (voto 5,5) in gran spolvero per circa mezzora, con l’incornata vincente di Mitrovic (voto 6,5) dopo appena 5 minuti. Poi il buio. Svizzera (voto 6,5) cresciuta a dismisura nella ripresa, con la splendida rete di Xhaka (voto 7) che ha riaperto le danze e il gran sorpasso finale, dopo ripetute avvisaglie di pericolo per la porta difesa da Stojikovic, voto 5,5. Svizzera virtualmente qualificata, serbi che dovranno giocarsi gli ottavi di finale contro il Brasile.

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