Essere normali…

topolinoLa vera trasgressione non è riempirsi il corpo di tatuaggi. E nemmeno bucarsi la lingua per accessoriarla con un piercing. La vera trasgressione non è nemmeno ubriacarsi fino a stare male solo per celebrare la liturgia del sabato sera, oppure strafarsi di coca per rincorrere paradisi artificiali. La vera trasgressione – in questo Paese capovolto – è essere normali.

Essere normali, appunto.

Esercizio disagevole in un Paese anormale come l’Italia. Essere normali, appunto.
Non essere disposti a tutto pur di guadagnarsi il famoso quarto d’ora di celebrità tanto caro ad Andy Warhol.

Essere normali, appunto.
Sedere sugli scranni di Montecitorio o Palazzo Madama per servire gli interessi del Paese e non quelli del proprio partito o, peggio, delle varie lobbies che infestano la penisola.

Essere normali, appunto.
Trovarsi a Palazzo Chigi solo grazie ai voti degli elettori e non per le oscure dinamiche di una finta democrazia.

Essere normali, appunto.

Fare il capitalista illuminato usando i propri quattrini e non gli aiuti statali, magari evitando di spostare la residenza fiscale all’estero.

Essere normali, appunto.
Intendere l’informazione come servizio alla comunità e non come strumento per screditare gli avversari politici.

Essere normali.
Appunto.

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