Remuntada!

barcaFine di un ciclo a chi? Ritirate tutto quello che avete detto e scritto negli ultimi quindici giorni. E magari, la prossima volta, siate meno superficiali nelle vostre analisi. Certo, adesso direte che il PSG sta alle competizioni europee come Bianca Atzei  alla musica. Certo, adesso direte che arbitro e fortuna hanno inciso sulla “remuntada”. Eppure dopo l’andata avete “venduto” all’opinione pubblica quel roboante 4-0 come l’impresa del secolo, celebrando i francesi oltre i loro meriti. Eppure i rigori di ieri sera, se guardate le immagini tv con occhio obiettivo, c’erano entrambi. Netti e non nettissimi. Ma c’erano.

La verità? Quando il Barcellona decide di fare sul serio, non c’è squadra al mondo che possa resistergli. E, probabilmente, molte altre formazioni, ieri sera, avrebbero fatto la fine del PSG. Juventus compresa.

Più che da Messi, in formato dimesso, la gara è stata decisa da un Neymar ai massimi storici: sua la punizione che ha rimesso in carreggiata i catalani dopo la rete stronca gambe di Cavani. Suo il sublime assist, convertito in rete da Sergi Roberto all’ultimo respiro di un match epico.

E’ un 6-1 storico e forse irripetibile. Quarti di finale riagguantati quando tutto sembrava perduto e un messaggio chiaro e trasparente lanciato alle altre pretendenti al successo finale: chi vuole alzare al cielo la Coppa dalle grandi orecchie dovrà fare i conti con il Barça. Come sempre.