Il pianoforte e il clandestino

Notte fonda. Un pianoforte abbandonato sulla spiaggia. Uno sbarco di clandestini. Silenzio, fame e disperazione. Poi uno di loro si avvicina allo strumento. Lo guarda a lungo. Lo sfiora con le dita. Poi, senza dire una parola, comincia a suonare. Un concerto di imprevedibile bellezza. Le note si confondono con le stelle. Il mare, fino a quel momento agitato, si calma improvvisamente. Una piccola folla si raduna davanti al pianoforte. Qualcuno si commuove, altri chiedono notizie sull’uomo che sta suonando. “Si chiama Dick, è muto dalla nascita. Strano, non aveva mai visto uno strumento prima d’ora”. Adesso è tutto chiaro. Dick, all’incirca una trentina d’anni, aveva tante cose da dire. Per fortuna c’era un pianoforte…

Io gli farei pagare il biglietto

Oggi faccio partire una rubrica “Io gli farei pagare il biglietto”. Una galleria di personaggi fortemente sopravvalutati che, per oscure ragioni (o magari chiarissime, visto che siamo in Italia), sono stati messi sul piedistallo dai media di questo sciagurato Paese. Una galleria infinita di gente senz’arte nè parte, cialtroni in giacca e cravatta, leccaculo di professione, opinionisti senza opinione e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente non potevamo che iniziare la rubrica con l’irascibile Mario Bullotelli.
La domanda è d’obbligo: è lui il perseguitato oppure è lui che ci perseguita? Buona la seconda. Al mondo ci saranno almeno ottomila attaccanti più bravi di lui, ma giornalisti e telecronisti non perdono occasione per glorificarlo oltre ogni decenza. I suoi atteggiamenti da tamarro in libera uscita hanno fiaccato quasi come i moniti di Napolitano. Nonostante abbia segnato meno reti di Centofanti e Cauet, il nostro Bullotelli può vantare una prosopopea pari a quella del premio Nobel mancato Brunetta. A sentir lui, Messi e Cristiano Ronaldo sono solo degli onesti mestieranti del pallone. Mentre lui, l’uomo che minaccia fisicamente gli arbitri, rappresenta il calcio in carne ed ossa. Infatti, dopo aver soggiornato due anni sulla panchina del Man City, sta riportando il Milan ai vertici del calcio italiano.Grazie alla sua specialità: i rigori. Ecco, dagli undici metri è davvero infallibile. Anche perchè i portieri, abituati a “sintonizzarsi” con il cervello dei tiratori, con lui non hanno scampo.
Prandelli, il commissario tecnico in abito talare, lo considera indispensabile per la Nazionale. Io, invece, gli farei pagare il biglietto per il Brasile.
 

Saranno famosi

L’Eredivisie non sarà il campionato più difficile del mondo ma, chi lo segue, non si annoia mai. Tutte le squadre, anche quelle di bassa classifica, hanno un atteggiamento propositivo e il gusto per lo spettacolo prevale nettamente sulle alchimie tattiche. Inoltre – e questo rende il piatto ancora più colorato – il campionato olandese è pieno zeppo di giovani talenti. Colpevolmente ignorati dai distratti osservatori italiani. Oggi ve ne segnaliamo un paio: Stefano Denswil (Ajax) e Richairo Zivkovic (Groningen), due ragazzi di cui sentiremo parecchio parlare nel prossimo futuro.

Stefano Denswil, 20 anni compiuti a Maggio, originario del Suriname, è un difensore centrale di grandi prospettive. Sbarcato nel vivaio dei lancieri alla tenera età di 8 anni, Stefano ha esordito in campionato lo scorso anno nella gara interna contro il Vitesse. In questa stagione, dopo la partenza di Toby Alderweireld, Denswil ha trovato maggiore spazio, affiancando spesso al centro della difesa il finlandese Moisander. Denswil è un mancino dallo stile pulito e con un buon senso della posizione. Per affermarsi gli manca solo un po’ di cattiveria agonistica e, ovviamente, un briciolo d’esperienza.

Richairo Zivkovic ha scelto di portare il cognome della madre, serba, e non quello del padre, originario del Curacao. Il ragazzo, appena 17 anni, possiede un talento purissimo. Attaccante versatile, dotato di inventiva e di un dribbling irresistibile, Richairo può ricoprire diversi ruoli: prima punta, esterno d’attacco, trequartista. Per adesso l’allenatore del Groningen, Van de Looi, preferisce farlo partire dalla panchina, per poi gettarlo nella mischia a gara in corso. Eppure, nonostante lo scarso minutaggio (105 minuti), Zivkovic ha già realizzato 2 reti. Niente male per un minorenne.